mercoledì 22 gennaio 2014

CHI SEI?





Ho aperto quella porta 
sei entrato come sei entrato
nella mia vita, piano e sottovoce.
ti ho aperto la porta
piena di speranza e di sogni,
rimasti là per aria..
mentre mi colpivi..
I tuoi occhi, le tue labbra,
quella voce...non ti riconosco,
chi sei ora, tu che mi colpisci
sul viso, sul corpo....
non riesco più a reagire....
Ti guardo ma sono immobilizzata
dai dolori al ventre...
stordita dai colpi.
Amore mio dove sei?
Chi è quest' uomo che usa il tuo corpo 
per farmi del male?
Chi è quest' uomo che usa il tuo corpo 
per uccidere il nostro bambino? 
E ti guardo mentre mi versi 
sulle labbra qualcosa che brucia...
ma cos'è? un elisir d' amore?
brucia...è acido...
Ma perché?
perché fai questo?
chi sei tu? 
oh dio mio.....
stiamo morendo, 
accoglici almeno tu...

Simona Maggiore 
diritti riservati

domenica 12 gennaio 2014

FEMMINICIDIO: IL PERCHÉ DI UN NEOLOGISMO



Il termine femminicidio, con le sue varianti femicidio e femmicidio, è entrato nel linguaggio comune.
Esaminiamone il significato.
Il Vocabolario Treccani online così recita:
femminicidio (feminicidio), s. m. Uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica o annientamento morale della donna e del suo ruolo sociale. È l’olocausto patito dalle donne che subiscono violenza: da Nord a Sud, per aggressioni domestiche o fuori di casa, per casi meno eclatanti o finendo all’ospedale quando non al cimitero. Per mano di famigliari, compagni, congiunti, per lo più. (Roberto Lodigiani, Stampa, 17 gennaio 2008, Novara, p. 65).
femmicidio (o femicidio) s. m. Omicidio di donne da parte di uomini, in particolare come conseguenza di mentalità e comportamenti di stampo sessista; femminicidio. Dall'ingl. femicide, a sua volta composto dal s. feme ('donna, moglie') con l'aggiunta del confisso -cide ('-cidio').
In Devoto-Oli 2009 sta ad indicare non solo “l’uccisione di una donna o di una ragazza”, ma anche “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”. 

Michela Buonagura

venerdì 10 gennaio 2014

DOMINA E FEMINA


DONNA E FEMMINA DERIVANO DAL LATINO ED HANNO DIVERSE SFUMATURE DI SIGNIFICATO
(Pablo Picasso – Maternità -)


DOMINA
La parola italiana “donna” deriva dal latino domina, che significa “ padrona, signora”. Da domina si ebbe nella tarda latinità domna (con la caduta della –i) e da questa forma facilmente si passò all’italiano “donna” (termine in cui il gruppo –mn si trasformò in –nn per il fenomeno della assimilazione regressiva).
C’è da chiedersi come mai dal significato originario di padrona si sia arrivati a quello assai diverso di “donna”. Ciò è dovuto al fatto che in età medievale, e specialmente nella poesia amorosa, la creatura femminile è sentita come “padrona del cuore” (domina cordis) del poeta. Da questa accezione rimase il termine “donna” che poi si è evoluto fino all’attuale significato.

FEMINA

Dalla radice fe, portatrice dell’idea della fecondità e dell’allattamento, presente in diverse parole latine come fetus ( feto) e fecundus (fecondo), deriva il sostantivo femina che indica la femmina (sia di uomini che di animali) in quanto essere fecondo e in grado di allattare, in contrapposizione al maschio.
Mentre in italiano il termine <femmina> assume spesso significato dispregiativo, in latino femina non ha alcun connotato negativo e in ambito umano veniva usato per indicare la donna in quanto madre. 

Michela Buonagura

mercoledì 8 gennaio 2014

COSENZA, MASSACRATA DI BOTTE DALL’UOMO CHE AMA SUO MARITO



L’omofilo è fuggito dopo l’aggressione ed è ricercato dalla polizia che ha ricostruito la vicenda attraverso le immagini della videosorveglianza. L’omosessuale si è avvicinato alla donna, che era in giro col suo bambino, per “invitarla” a lasciargli il partner.

 

C’è una storia d’amore clandestino che sarebbe dovuta restare lì, confinata nei sentimenti più intimi. Meglio evitare sorrisetti e normali imbarazzi. E, invece, il segreto di quel triangolo amoroso è affiorato drammaticamente ieri mattina, poco dopo mezzogiorno, sul corso Mazzini, detonando in una lite violenta. Non è la solita trama della rivalità mascolina per una donna conturbante. Stavolta i protagonisti sono un uomo conteso, la giovane compagna e un omosessuale perdutamente innamorato di lui. La donna, però, ha reagito, tenendosi stretta il suo compagno. Lei, moglie e madre affettuosa, non ha voluto che il “rivale” potesse allontanare il suo partner dalla famiglia. E così ha tentato di difendere il suo territorio ma quello lì l’ha spedita in ospedale massacrandola di botte, prima di darsela a gambe levate e forse dopo aver tentato di prendere il bimbo. Sul posto è intervenuta la Volante che ha avviato la caccia all’uomo.

mercoledì 18 dicembre 2013

VIOLENZA


 
Fragile, indifesa,
accartocciata sul prato
gli occhi al cielo.
Picchiata, violentata,
non hai più lacrime.
Ferita nel corpo e nell’anima.
Vorresti urlare la verità,
celata dietro un velo d’ omertà.
Quanti schiaffi, percosse e quanta paura…
nascosta dietro le porte chiuse.
Donna senza diritto di vivere.
In cerca di luce.
Il grido silente, è compagno del tuo dolore.
Un brivido freddo attraversa il tuo corpo
straziato e il tuo cuore sanguinante.
Donna, fonte di amore,
Madre tenera, Angelo dolce,
ora allunghi la mano,
aspettando un abbraccio.
Sola…
Abbandonata al tuo destino.
Martire di un carnefice,
un tempo amato e desiderato…
padre dei tuoi figli.

di Teresa Commone 
da “La Porta Socchiusa” Terra del Sole Edizioni

domenica 1 dicembre 2013

FRATTAMAGGIORE (NAPOLI), MOSTRA D'ARTE 'NOI SIAMO INNOCENTI' A FORUM FEMMINICIDIO



FRATTAMAGGIORE (NAPOLI), MOSTRA D'ARTE 'NOI SIAMO INNOCENTI' A FORUM FEMMINICIDIO
  Frattamaggiore (Napoli), 1 dicembre 2013 (Casertasette) - Femminicidio e violenza sulle donne: se ne è discusso il primo dicembre scorso nell’aula consiliare di Frattamaggiore (Napoli). Il forum è stato organizzato dalle associazioni Moica e Donneuropee Federcasalinghe e dal "Progetto 1000 Criste", con il patrocinio del Comune di Frattamaggiore. All’incontro hanno partecipato il sindaco Francesco Russo, il consigliere comunale Orazio Capasso, tra i promotori dell’iniziativa, la presidente del Moica Silvana Interino, la presidente della Federcasalinghe, Susanna Scotti, i coordinatori del progetto Noi siamo innocenti: Michela Buonagura, Pina Candileno, Ludovico Carnile, Teresa Commone, Salvatore Pasovino, Enrica Romano ed Eva Schioppa; la presidente dell’associazione “Per noi donne”, Sabrina Capasso. «Una strage che solo dall’inizio dell’anno ha mietuto oltre un centinaio di vittime; noi vogliamo contribuire a rafforzare lo stop alla violenza sulle donne, un problema che solo di recente ha trovato il sostegno nella legge» ha spiegato Orazio Capasso, consigliere comunale. Della illustrazione della legge hanno trattato nei loro interventi l’avv. Sabrina Capasso e l’on.le Giovanna Palma, la quale ha posto all’attenzione soprattutto sulla necessità di strutture e specialisti, del coordinamento di tutte le forze presenti sul territorio per arginare il problema. Il Gruppo Noi siamo innocenti ha evidenziato il valore della cultura e di un'educazione permanente contro gli stereotipi di genere, contro l'uso di un linguaggio sessista che si tramandano di generazione in generazione, perpetrando un'idea errata dell'essere uomo, dell'essere donna; Il gruppo vuole farsi portatore del valore catartico dell’arte. La prof.ssa Buonagura ha declamato i versi in vernacolo della lirica “Io conto ‘e passe”, motivando la scelta della lingua napoletana per il legame con la nostra terra così martoriata, violata, come una bella donna stuprata; la prof.ssa Commone ha fatto proiettare la videopoesia realizzata dagli allievi della IV B dell’I.T.C. “A: Gallo” Orta di Atella su versi da lei composti; la dott.ssa Eva Schioppa ha sottolineato il valore universale dell’arte come stimolo a risorgere, a risollevarsi dalle macerie dell’anima e del corpo attraverso la testimonianza dell’artista Artemisia. Il dott. Carnile ha chiarito le problematiche che possono spingere alla violenza e i percorsi per la ricostruzione e il recupero dell’anima delle donne offese. L’attrice frattese Felicia Del Prete, ha declamato brani di testimonianze di donne, violate nel corpo e nell’anima, che hanno sentito l’urgenza di socializzare il dolore nel Gruppo “Progetto 1000 Criste”. La manifestazione ha visto la presentazione di un vernissage degli artisti Pina Candileno (pittura), Salvatore Pasovino D’Ambrosio (pittura e fotografia), Stefania Miro (scultura), Giovanna Schioppa (costumista), Valentina Mozzillo (fotografia). Solo attraverso la diffusione di una cultura del rispetto, attraverso dei percorsi educativi di consapevolezza nelle scuole, mediante l'organizzazione di eventi artistici tenuti in tutt'Italia, è possibile promuovere una modalità sana di relazione tra i generi e arginare l'assurdo fenomeno del femminicidio.

mercoledì 20 novembre 2013

CIAO MARCO




Ciao Marco,
te la ricordi Claudia,
la figlia di Marcella
e di Nicola,
la ragazzina
con le trecce chiare
ed il sorriso
dietro gli occhi scuri?
Si! La ricordi, è lei!
La gonna rossa
l’indossava spesso
e gli stivali bianchi
e la tracolla.
No, non sta bene,
l’hanno violentata,
quattro compagni
della stessa classe.
Scusami tanto Marco,
tu sragioni,
come puoi dire che
se l’è cercata?
La gonna corta
e un filo di rossetto
sono un invito
ad essere stuprata?
Certo, capisco,
hai solo figli maschi,
che vuoi che sia,
solo una ragazzata,
una lavata
e torna come nuova.
E poi,
se la vuoi fare la frittata,
le devi pur rompere
le uova.
Sai Marco,
non è piaciuta
a Claudia la frittata,
e sarà dura adesso,
lunga la via,
per ritrovare
la serenità perduta,
e non parlarmi di
psicologia.
Ora io vado, Marco,
scusami tanto,
non gliela porto
la tua vicinanza,
lo sai,
per me l’ipocrisia
è la più sporca
delle malattie.
Giuseppe Guaragna